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COMUNICATO STAMPA

IL CALCIO SI FERMA

"Siamo imprenditori di mestiere e dinamici per vocazione"

No, i dilettanti si fermano.
No, scusate, si fermano solo quelli "di base". Quelli più piccoli, così magari non protestano o anche se protestano non li sente nessuno. Stiamo vivendo una pandemia globale, stanno morendo centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, è giustissimo limitare i rischi e gli spostamenti, è sacrosanto che ognuno di noi faccia il proprio dovere di ESSERE UMANI.

Ma essere presi in giro no. Questo non ci sta bene. Conte non ha voluto prendere provvedimenti rigidi prima e non ha avuto il coraggio di fermare il calcio professionistico ora. E allora, ciò che ha fatto è abominevole. Ha colpito i più deboli per paura dei più forti. Ha fermato solamente quelle attività da cui non provenivano contagiati.

Basta leggere i dati, il rischio di contagi proviene dai supermercati, dai pub, dalle piazze affollate di gente dove nessuno interviene, dalle scuole, dai trasporti pubblici e dai campionati professionistici con i loro spostamenti regionali e nazionali. Dalla Terza Categoria e dagli Allievi NO. Da loro proviene meno dello 0,01% dei contagi del nostro Paese e anche questo 0,01% non è dimostrabile che si sia contagiato in campo, ma molto più probabilmente il sabato sera in giro o il lunedì mattina sui banchi di scuola.

Questo DPCM è figlio di una concezione malata e perversa di SICUREZZA. Non c’è sicurezza nel bloccare società e attività a basso rischio che perderanno centinaia di migliaia di euro già investiti. L’unica parvenza di sicurezza è voler far credere di stare applicando misure di prevenzione del Covid quando in realtà non c’è stato alcun intervento dove doveva esserci e se proprio ci doveva essere uno STOP, doveva essere di tutti e per tutti. Centinaia di squadre provinciali e scuole calcio falliranno, diversamente da altre categorie professionali stavolta però per noi non arriverà nessun “aiuto” economico da parte del Governo, non è arrivata una parola di supporto neanche dalla LND o dalla FIGC che dovrebbero tutelare il calcio, quello bello, pulito, corretto. Tutto questo è vergognoso. Siamo imbarazzati per voi.

Contro ogni tipo di regolamento, si è stabilito che a livello provinciale sia pericoloso giocare, ma a livello regionale e nazionale no. Avere 3 o 4 genitori sugli spalti è pericoloso, ma migliaia di tifosi che si spostano tra le regioni per seguire la propria squadra va bene. In campo non possiamo scendere insieme, ma poi la sera possiamo farci una birra, che problema c’è?

 

Non importa. Pur senza condividerlo, rispettiamo questo folle, incoerente e aleatorio Decreto, ci faremo forza tra noi, stringeremo i denti, ci alleneremo nelle nostre case, nelle nostre palestre, nelle nostre teste, in attesa di poter riprendere a giocare a calcio con tutte le dovute precauzioni che sempre abbiamo rispettato.

Siamo quelli abbandonati, quelli dimenticati, quelli che volete veder morti e non per il virus, siamo quelli del Terzo Calcio, da oggi lo sappiamo e ci comporteremo di conseguenza.

Stavolta ci avete fermato. Ma tra pochissimo ripartiremo, e una volta ripartiti saremo noi a fermare il vostro sporco modo di giocare.  È una promessa, e noi le promesse le manteniamo.

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